Un chip fiuta bombe a 5 metri di distanza

Alcuni ricercatori israeliani hanno realizzato un chip dotato di recettori chimici in grado di identificare vari tipi di esplosivi

sfo-bomb-sniffing-dog-david-paul-morris-getty_tUn gruppo di ricercatori israeliani ha progettato un nuovo chip elettronico dotato di sensori chimici microscopici, in grado di rilevare particelle di esplosivo nell’aria con una concentrazione di poche molecole per 1.000 trilioni. Il progetto e stato pubblicato dettagliatamente sulla rivista Nature Communications.

Il primo vantaggio di questa soluzione è che si tratta di un piccolissimo dispositivo (nanodevice) che può essere facilmente trasportato, al contrario della maggior parte dei sistemi di rilevamento attuali, che spesso richiedono attrezzature ingombranti.

Inoltre, questo chip (che è ancora in fase di prototipo) può identificare in tempo reale diversi tipi di esplosivo captando tracce che passano inosservate con altri strumenti perché mascherate da sostanze chimiche più forti o perché in quantità non sufficiente. E non c’è nemmeno bisogno di fargli “annusare” prima campioni per favorire l’identificazione.

Alla base di questa rivoluzione tecnologica ci sono i nanomateriali, che come spiegano i ricercatori su Nature “offrono la possibilità di incorporare più sensori in grado di rilevare numerose minacce chimiche simultaneamente su una singola matrice miniaturizzata.”

Il chip è fabbricato utilizzando cluster di nano transistor estremamente sensibili alle sostanze chimiche. Queste ultime provocano cambiamenti nella conduttanza elettrica sulla superficie di contatto e svelano così la loro presenza.

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