Triossido di cromo: una svolta importante

La notizia di maggior rilievo è che dieci membri del CTAC, tra i quali i maggiori importatori europei di triossido di cromo (Bondex, Elementis, Enthone, Glorychem, Lanxess, Soda Sanayii e Vopelius) si sono impegnati a creare un nuovo consorzio di fornitori di triossido di cromo e di miscele a base di cromo triossido con l’obiettivo di presentare insieme le domande di autorizzazione. I membri di questo nuovo consorzio si impegnano a presentare le domande di autorizzazione in forma congiunta per tutti i cinque usi del triossido di cromo previsti nell’Accordo consortile del CTAC e cioè: formulazione di miscele, cromatura a spessore, cromatura funzionale con carattere decorativo, altri trattamenti che lasciano o non lasciano residui di CrVI sulla superficie degli articoli trattati. Le domande si baseranno sulla documentazione tecnica elaborata dal CTAC e cioè il Rapporto sulla Sicurezza Chimica (CSR), l’Analisi delle Alternative (AoA) e l’Analisi Socio Economica (SEA). La partecipazione a questo nuovo consorzio, che si costituirà nel dicembre 2014, è aperta a tutte la parti interessate alla fornitura e utilizzo del triossido di cromo dagli importatori fino agli utilizzatori a valle che potranno sottoscrivere l’accordo nel mese di dicembre 2014. La partecipazione al nuovo consorzio è aperta anche ai non consorziati del CTAC ma è subordinata all’acquisto da parte loro di un Titolo di Accesso alla documentazione tecnica prodotta dal CTAC. I membri del nuovo consorzio condivideranno tutti i costi per la procedura di deposito delle domande di autorizzazione e atti conseguenti (consulenza, gestione delle spese legali, tariffe dell’ECHA). Questo approccio per domande di autorizzazione congiunte si presenta economicamente vantaggioso rispetto a domande presentate dalle aziende separatamente. Chi ne trarrà il massimo beneficio sono gli utilizzatori a valle cioè i galvanici che potranno continuare a utilizzare il triossido di cromo purché lo comprino da un fornitore in possesso di autorizzazione e lo impieghino per gli usi e alle condizioni che saranno stabilite nelle autorizzazioni. L’unico obbligo che rimarrà alle aziende galvaniche sarà di comunicare all’Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche (ECHA) il numero di autorizzazione del triossido di cromo che utilizzano. Ma attenzione, non c’è nessuna garanzia che la Commissione Europea rilasci le autorizzazioni per i cinque usi individuati dal CTAC e se rilascerà delle autorizzazioni non si sa a quali condizioni né quale sarà la loro durata.

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