Triossido di cromo: in attesa dell’autorizzazione

Il CTACSub[1] ha fatto sapere di aver ricevuto dalla Commissione Europea un comunicato dal quale si deduce che le autorizzazioni agli usi del triossido di cromo[2] richieste dal CTACSub stesso non potranno essere rilasciate entro la data limite (sunset date) del 21 settembre 2017. E allora cosa potranno fare le migliaia di aziende galvaniche europee che utilizzano il triossido di cromo per i loro trattamenti? Potranno continuare a lavorare? O dovranno chiudere l’attività?

Per rispondere a questi e altri più specifici interrogativi il CTACSub ha diramato in data 14 luglio 2017 un esauriente documento esplicativo, articolato nella forma “Domande & Risposte”, che viene di seguito riprodotto.

Qual è lo status di tali richieste di autorizzazione?

Il Comitato ECHA per la Valutazione dei Rischi (RAC) e il Comitato per l’Analisi Socioeconomica (SEAC) nel Settembre 2016 hanno raccomandato alla Commissione Europea (in seguito, Commissione) di concedere le autorizzazioni per la continuazione dei 6 usi del triossido di cromo (EC 215-607-8; CAS 1333-82-01) richiesti dai membri del Consorzio CTACSub sulla base della considerazione che i benefici socio-economici dell’uso continuato sono maggiori rispetto ai rischi per la salute ed ambientali da esso derivanti.

La Commissione ha recentemente informato i richiedenti l’autorizzazione che probabilmente inoltrerà al Comitato REACH (composto dai rappresentanti degli Stati membri) le proposte delle decisioni in merito all’autorizzazione per la loro discussione a Settembre del 2017. Tuttavia, la loro discussione e adozione può richiedere diversi mesi. Pertanto, e nonostante avesse trasmesso le sue richieste di autorizzazione già nel Maggio 2015, il Consorzio CTACSub non può più sperare che le decisioni in merito all’autorizzazione siano emesse prima della data di scadenza del 21 Settembre 2017. Infatti, non vi è alcun termine legale che la Commissione sia tenuta a rispettare quando emette le sue decisioni sull’autorizzazione. Ci sono altre richieste riguardanti il triossido di cromo nella stessa situazione. Inoltre, in una situazione simile vi sono anche richieste su usi di altre sostanze e in alcuni casi la data di scadenza è stata superata diversi anni fa.

Gli utilizzatori a valle del triossido di cromo devono cessare di utilizzare la sostanza dopo la data di scadenza?

L’Articolo 58(1)(c)(ii) del regolamento REACH prevede che gli utilizzatori a valle riforniti direttamente o indirettamente da uno o più dei 7 soggetti richiedenti l’autorizzazione possano continuare i loro usi del triossido di cromo ottenuto dai suddetti fornitori oltre la data di scadenza, fino al momento in cui la Commissione avrà deciso sulle autorizzazioni. Si noti, tuttavia, che un tale uso continuato è esclusivamente consentito a condizione che gli usi rientrino nell’ambito dell’autorizzazione richiesta.

In che modo un utilizzatore a valle può sapere se il triossido di cromo che sta utilizzando proviene (è stato fornito direttamente o indirettamente) da uno o più dei 7 richiedenti l’autorizzazione facenti parte del Consorzio CTACSub?

Vi sono diverse possibilità. Qualora la sostanza (o una miscela contenente il triossido di cromo) sia fornita direttamente dai richiedenti, ciò risulta chiaro. Il nome dei richiedenti si troverà sull’etichetta, sulla scheda dei dati di sicurezza e sulle fatture. Qualora la sostanza (o il triossido di cromo in miscela) sia fornito dai distributori o formulatori, le schede dei dati di sicurezza, le etichette e le fatture potrebbero non contenere questa informazione. In tal caso, gli utilizzatori a valle dovranno chiedere ai loro fornitori individuali di confermare per iscritto che il triossido di cromo proviene da uno dei 7 soggetti richiedenti l’autorizzazione. I fornitori a loro volta potrebbero dover chiedere le stesse informazioni ai loro fornitori a monte per tracciare la filiera di distribuzione in modo completo.

L’Articolo 66 REACH richiede agli utilizzatori a valle di notificare a ECHA entro tre mesi dalla prima consegna di una sostanza soggetta ad autorizzazione, insieme alle generalità della società, il numero di autorizzazione e il recapito. Informazioni ulteriori possono essere inviate volontariamente o potrebbero diventare obbligatorie in futuro. Tale obbligo si applica agli utilizzatori a valle che ricevono il triossido di cromo direttamente o indirettamente dai 7 soggetti richiedenti l’autorizzazione?

Tale obbligo non si applica finché le richieste di autorizzazione sono ancora pendenti e non sono state pertanto rilasciate. Fintanto che non sia stata presa alcuna decisione in merito all’autorizzazione, non vi sono numeri di autorizzazione e pertanto il modello di notifica nella sua forma attuale non può essere completato e inviato all’ECHA.

Cosa deve fare un utilizzatore a valle qualora un cliente desideri avere la prova che l’utilizzatore a valle sia autorizzato a utilizzare il triossido di cromo presso il proprio stabilimento?

Qualora un’autorizzazione sia stata concessa, l’utilizzatore a valle può fornire al suo cliente una copia della notifica dell’utilizzatore a valle, ex Articolo 66 del regolamento REACH, che ha inviato all’ECHA. Finché le autorizzazioni non sono state rilasciate, l’utilizzatore a valle può solamente redigere una dichiarazione su carta intestata con la quale afferma di essere autorizzato a utilizzare il triossido di cromo compatibilmente col regime transitorio di cui all’Articolo 58(1)(c)(ii) del regolamento REACH, in quanto tutto il triossido di cromo utilizzato presso il suo stabilimento è fornito direttamente o indirettamente da uno o più dei 7 richiedenti l’autorizzazione facenti parte del Consorzio CTACSub e l’utilizzo rientra nei limiti previsti dall’autorizzazione richiesta. Una copia di questo formulario di domande e risposte può essere allegato alla dichiarazione dell’utilizzatore a valle.

Cosa deve fare un utilizzatore a valle in caso di ispezione?

In caso di ispezione, l’ispettore chiederà all’utilizzatore a valle di mostrare la notifica ex Articolo 66 del regolamento REACH. In tal caso, l’utilizzatore a valle dovrà spiegare che l’obbligo di notifica previsto dall’Articolo 66 REACH non gli è ancora applicabile in quanto le richieste di autorizzazione sono ancora pendenti (vedi sopra). Inoltre, l’utilizzatore a valle dovrà essere in grado di dimostrare di essere a conoscenza dei dettagli delle richieste di autorizzazione inoltrate. Il soggetto dovrà essere in grado di dimostrare e di documentare tramite autocertificazione che la sua attività rientra nell’ambito delle richieste di autorizzazione inoltrate e che egli applica come minimo le condizioni operative e le misure di gestione del rischio descritte nella/e richiesta/e di autorizzazione da parte del Consorzio CTACSub. Inoltre, il soggetto dovrà dimostrare di agire in conformità alla legislazione nazionale in materia sanitaria e di sicurezza sul posto di lavoro, inclusi i limiti di esposizione sul posto di lavoro, l’obbligo di effettuare una valutazione della sicurezza di ogni posto di lavoro e di osservare la gerarchia delle misure di prevenzione concernenti gli agenti cancerogeni sul posto di lavoro.

Come può un utilizzatore a valle sapere se la sua attività rientra nell’ambito della richiesta di autorizzazione del Consorzio CTACSub? Cosa deve fare qualora non vi rientri?

L’unico modo per effettuare questo accertamento è un esame approfondito dei documenti costituenti la richiesta di autorizzazione disponibili sul sito web dell’ECHA, in particolare le c.d. Descrizioni Generali degli Usi, le Analisi delle Alternative pertinenti agli usi e le Relazioni sulla Sicurezza Chimica. In caso di dubbio, l’utilizzatore a valle potrà rivolgersi a un aiuto esterno da parte di consulenti specializzati. Se un’attività non è descritta in uno degli Scenari di Esposizione contenuti nelle Relazioni sulla Sicurezza Chimica o se le attuali condizioni operative e le misure di gestione del rischio presso lo stabilimento non sono in linea con la descrizione contenuta nelle Relazioni sulla Sicurezza Chimica, l’utilizzatore finale non può fare affidamento sulle richieste di autorizzazione in sospeso da parte del Consorzio CTACSub. L’utilizzatore non è coperto. In tal caso, questi dovrà urgentemente inoltrare la propria richiesta di autorizzazione all’ECHA e alla data di scadenza dovrà cessare l’utilizzo del triossido di cromo, fin quando non avrà ottenuto la propria autorizzazione. In alternativa, l’utilizzatore a valle può vedere se la sua attività sia coperta da un’altra autorizzazione in sospeso o già rilasciata – nel qual caso questi dovrà cambiare fornitore di triossido di cromo.

In futuro vi saranno modifiche relative agli scenari di esposizione, alle condizioni operative e alle misure di gestione del rischio stabiliti nelle richieste di autorizzazione da parte del Consorzio CTACSub, di cui gli utilizzatori a valle devono essere al corrente?

Il RAC ha raccomandato nei suoi Pareri che la Commissione stabilisca delle condizioni nelle decisioni relative all’autorizzazione (ad esempio, misure di esposizione). Come nel caso di altre decisioni relative all’autorizzazione, c’è da aspettarsi che tali condizioni vengano stabilite. Queste condizioni devono essere osservate dagli utilizzatori a valle. È inoltre possibile che i richiedenti l’autorizzazione dovranno rivedere in futuro i propri scenari di esposizione. In tal caso, le informazioni e i nuovi scenari di esposizione dovranno essere resi disponibili mediante aggiornamenti nelle schede dei dati di sicurezza forniti insieme al triossido di cromo.

Esiste una guida pratica disponibile che gli utilizzatori a valle possono utilizzare per adeguare le loro condizioni operative da adesso in attesa delle autorizzazioni e in modo tale da essere considerati coperti dalle richieste in sospeso durante il periodo transitorio in base all’Articolo 58(1)(c)(ii) del regolamento REACH?

Il Consorzio CTACSub sta attualmente sviluppando e pubblicherà prima della data di scadenza una serie di schede illustrative di attività pratiche facilmente comprensibili (‘Task Sheets’ / ‘Good Practice Sheets’), le quali spiegheranno le condizioni operative e le misure di gestione del rischio raccomandate in caso di trattamento del triossido di cromo. Tali schede conterranno inoltre consigli sull’equipaggiamento protettivo personale e sul monitoraggio dell’esposizione. Il rispetto di queste schede fino alla data di scadenza è facoltativo, ma è consigliato affinché l’utilizzatore a valle possa dimostrare di essere coperto dalle richieste di autorizzazione pendenti e di rispettarne le condizioni.

 

[1] Il consorzio CTACSub (CTAC Submission Consortium) è costituito dalle aziende: Atotech Deutschland GmbH; Aviall Services Inc. The Netherlands Branch; Bondex Trading Ltd.; Cromital Spa; Elementis Chromium LLP; Enthone GmbH (ora MacDermid Enthone GmbH) e Lanxess Deutschland GmbH.

[2] Il consorzio CTACSub ha chiesto le autorizzazioni per i seguenti usi: formulazione di miscele; cromatura funzionale; cromatura funzionale con carattere decorativo; trattamenti superficiali per applicazioni nelle industrie aeronautica e aerospaziale; trattamenti superficiali per applicazioni in altri vari settori industriali; passivazione di acciaio stagnato.

 

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