Rivestimenti su metalli ad alta tecnologia

SAFECOAT-700x356C’è almeno una cosa che accomuna il Mose di Venezia ai piccoli elettrodomestici come le macchine del caffè e ha a che fare con il “saper fare” di una piccola industria del Varesotto. Quello che gli economisti chiamano know how per la Impreglon Italia di Origgio, costola italiana del gruppo Impreglon, è un insieme di esperienza, ricerca e sviluppo, formazione del personale e conoscenza. Nello stabilimento al confine tra Varesotto e Alto Milanese i lavoratori non conoscono sfide impossibili: la Impreglon si occupa di rivestimenti industriali da applicare a superfici come metalli, fibra in carbonio, plastica e molto altro. Negli spazi interni della fabbrica si affrontano lavorazioni con caratteristiche diverse e personalizzate sulla base delle esigenze del cliente. Da Origgio sono passate negli ultimi anni le piastre di scorrimento necessarie all’istallazione delle paratie del Mose di Venezia alle quali un rivestimento speciale ha offerto resistenza e protezione dall’usura e dalla corrosione dell’acqua del mare ma anche imballi per il settore alimentare, iniettori di motori a gas e benzina o guarnizioni per le portiere delle auto.

«La nostra azienda – spiega il managing director, Luca Garone – si rivolge al mercato italiano offrendo un servizio di alta qualità. Lavoriamo in un settore di nicchia: acquistiamo materie prime speciali e le applichiamo seguendo le richieste dei fornitori e dei centri di ricerca e sviluppo che supportano tutto il gruppo. Le nostre lavorazioni sono fatte su misura, sulla base delle richieste del cliente e delle performance che il materiale da trattare dovrà mantenere».

Nello stabilimento di Origgio lavorano 6 impiegati e poco meno di venti operai, la cui crescita professionale e formazione avviene all’interno dell’azienda. Ma oltre alla competenza delle sue risorse umane l’azienda è molto attenta all’efficienza di tutte le sue aree. Essere efficienti, dal punto di vista dei costi della produzione, dell’impatto ambientale e della gestione delle risorse è oggi fondamentale per rimanere competitivi. «Siamo una piccola industria – prosegue Garone – ma la nostra particolare attività comporta dei costi fissi importanti. È il caso dell’energia che rappresenta una delle voci più onerose. Nei mesi scorsi abbiamo commissionato a Spi Srl, la società di servizi dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese, una diagnosi energetica. Un team di esperti di Spi Power, la divisione sul fronte dell’energia di Spi, ha studiato la nostra realtà, il ciclo produttivo e le esigenze di approvvigionamento e ha elaborato una serie di soluzioni di risparmio. Con un investimento che si ripagherà in tre anni potremo dimezzare il costo dell’energia che attualmente è stimato attorno ai 200mila euro».

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