Plastiche vegetali e biodegradabili dal prezzemolo e della cannella

bioplastica 300Dal gruppo di ricerca “Smart Materials” dell’IIT – Istituto Italiano di Tecnologia – di Genova, coordinato da Athanassia Athanassiou, è stato studiato un metodo rivoluzionario per produrre plastica utilizzando la lavorazione degli scarti del prezzemolo e della cannella, per esempio. Il procedimento è molto semplice – prezzemolo e cannella vengono trattati con polimeri o solventi naturali (e non polimeri derivanti dal petrolio come accade oggi) per renderli malleabili e, ovviamente, completamente biodegradabili; un processo produttivo a temperatura ambiente senza alcun impatto anche nella fase produttiva.

Materiali, dunque, costituiti da fibre naturali e che, pur avendo proprietà meccaniche simili a quelle della plastica, a fine ciclo possano essere riassorbiti dalla natura: i cosiddetti smart materials. Le caratteristiche di questi materiali possono elencarsi in

1. totale biodegradabilità in ambiente (cellulosa naturale al 100%);
2. alto contenuto di olii essenziali che consentono applicazioni anche nel campo del packaging alimentare,
3. possibilità di creare miscele con più vegetali per ottenere proprietà meccaniche diverse.

Gli utilizzi potenziali sono molteplici: dalla plastica con proprietà antiossidanti e antimicrobiche proveniente dal prezzemolo, alla plastica antibatterica ottenuta dalla cannella. O ancora, plastica con capacità di assorbire metalli pesanti dispersi nell’acqua proveniente dal caffè.
Una plastica a “km zero”, che consentirebbe di risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti biologici, e sarebbe di origine completamente controllata.
Le nanotecnologie possono aiutare a mantenere sotto controllo cambiamenti climatici, eccessivo sfruttamento del terreno e inquinamento chimico, non è difficile quindi ipotizzare le applicazioni di questo materiale per capire le potenzialità di inserimento nel mercato.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here