Nanotecnologie in aiuto ai beni culturali

Alcuni prodotti a base di biossido di titanio, sperimentati sul travertino, con una ricerca che ha coinvolto il Comune di Ascoli Piceno per la disponibilità di edifici su cui testare il ritrovato, hanno dimostrato la proprietà di impedire l’imbibizione d’acqua da parte delle superfici. La collaborazione, che è iniziata con la Salentec srl e l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, ora si allarga anche con il Comune di Macerata.

L’utilizzo delle recenti nano-tecnologie si rivela dunque fondamentale anche per la conservazione e la protezione dei Beni Architettonici, con interventi di natura preventiva e duratura che possono essere più efficaci di azioni invasive e ripetute. I rivestimenti auto-pulenti possono essere applicati direttamente sulle superfici storiche in pietra allo scopo di preservare il loro aspetto originale nel tempo e diminuire la deposizione di agenti inquinanti e aggressivi, riducendo i fenomeni di sporcizia, la formazione delle croste nere e l’innesco di processi di degradazione sugli strati esterni delle superfici lapidee. Inoltre, la presenza di superfici più semplici da pulire limita costi e tempi di manutenzione delle stesse, riducendo i costi per la loro conservazione.

Le nano-particelle di biossido di titanio vengono così utilizzate per ottenere rivestimenti auto-pulenti trasparenti capaci di degradare e rimuovere più facilmente lo sporco e gli agenti inquinanti che entrano in contatto con le superfici trattate grazie a due sue proprietà indotte dalla luce solare: la foto-catalisi e la super-idrofilia. Diverse soluzioni a base di biossido di titanio sono state depositate tramite spray sul travertino, una pietra calcarea ampiamente utilizzata negli edifici storici e monumentali. La trasparenza dei rivestimenti è stata confermata mediante analisi colorimetriche, permettendo l’utilizzo di questi rivestimenti nel campo dei Beni Culturali senza causare variazioni evidenti dell’aspetto delle superfici trattate. La degradazione degli inquinanti e della sporcizia sono state monitorate sotto irraggiamento UV, mostrando buoni risultati: la combinazione di queste due proprietà può portare a un reale effetto auto-pulente. I rivestimenti dallo spessore nano-metrico alterano le proprietà fisico-chimiche della pietra in maniera molto contenuta e senza causare conseguenze negative per la loro conservazione.

Da notare che la trasparenza dei rivestimenti, l’efficacia auto-pulente e l’assenza di cambiamenti significativi nella morfologia del substrato lapideo sembrano consentire l’utilizzo di questo genere di trattamenti nano-metrici sulle superfici di tipo storico e architettonico in travertino.

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