Nanosensori per la rilevazione di muffe dannose per uomo e animali

L’ Aspergillus è un genere che comprende circa 200 muffe (Fonte: Wikipedia)

La FAO ha stimato che circa il 25% dei prodotti alimentari risulta essere contaminato da parte di micotossine prodotte da funghi microscopici e filamentosi (meglio noti come “muffe”), che colonizzano le piante o le derrate alimentari, con potenziali conseguenze dannose per la salute umana e animale. La Fondazione Bruno Kessler e Veneto Nanotech, due dei protagonisti italiani nell’ambito delle micro e nanotecnologie, hanno deciso di firmare un accordo di collaborazione scientifica che include, tra l’altro, la realizzazione di uno speciale biosensore capace di rilevare precocemente e monitorare sul posto e in tempo reale la presenza di queste micotossine in diversi alimenti.

Questa collaborazione, ultima di una serie di ricerche svolte “a quattro mani” in vari ambiti, vuole mettere a frutto le eccellenze e le peculiarità dei due enti di ricerca, che stanno già conducendo autonomamente studi nell’ambito della nano e microsensoristica.

In particolare, FBK sta coordinando il progetto di ricerca europeo SYMPHONY (Integrated SYsteM based on PHOtonic Microresonators and Microfluidic Components for rapid detectioN of toxins in milk and dairY products), che coinvolge partner scientifici internazionali, imprese operanti nel settore della sensoristica e della microfluidica, e end-user. Il progetto, nel settore dei microsistemi per applicazioni agroalimentari, ha l’obiettivo di sviluppare sistemi integrati portabili per la rivelazione di tossine nel latte. «Questa iniziativa – sottolinea il direttore del Centro Materiali e Microsistemi della Fondazione Bruno Kessler, Massimo Gentili – permetterà a FBK di approfondire a livello internazionale una tematica importante a livello territoriale della ricerca sui microsistemi nell’ambito delle applicazioni agroalimentari. La collaborazione con Veneto Nanotech permetterà di sviluppare una forte sinergia delle attività di ricerca in altri ambiti».

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