Nanofili e impronte digitali

Nell’ambito del progetto europeo di ricerca e sviluppo denominato PiezoMAT è stato recentemente sviluppato un nuovo sensore denominato “pressure-based fingerprint sensor”, che consente di ottenere elevati livelli di risoluzione nel rilevamento delle impronte digitali, quasi il doppio di quanto attualmente richiesto dal Federal Bureau of Investigation americano.  Con questo progetto si è dimostrato che una matrice di nanofili piezoelettrici interconnessi, costituiti da ossido di zinco e fatti crescere su un substrato di silicio, è in grado di riprodurre anche le più piccole caratteristiche di un’impronta digitale con una risoluzione di 1000 DPI (dot per inch), con prospettive di valori ancora più elevati una volta perfezionate alcune fasi delle tecniche realizzative del sensore. I risultati del progetto, che aprono a significativi miglioramenti delle applicazioni di sicurezza e identificazione, hanno anche permesso di accumulare esperienza in molteplici fronti tecnologici collegatii, tra cui ottimizzazione della crescita localizzata di nanowire orientati su substrati di silicio, modellizzazione matematica dellai generazione complessa di cariche, sintesi di nuovi polimeri e loro incapsulamento. Inoltre, ancora una volta, questo progetto è stata occasione per verificare le molteplici e multiformi potenzialità applicative dei nanofili.

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