L’utilizzo in sicurezza di un’energia pulita

Fonte: http://www.venetonanotech.it/
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L’idrogeno è considerato uno dei vettori energetici a cui puntare nel prossimo futuro per motivi sia ambientali che economici. Automobili, autobus, treni e perfino sottomarini possono essere alimentati a idrogeno; l’idrogeno può essere convertito direttamente in energia elettrica nelle celle a combustibile per una produzione efficiente di elettricità.

Tuttavia, se un’ipotetica futura economia dovesse essere basata sull’idrogeno dovranno essere risolti importanti problemi di sicurezza: l’idrogeno è 10 volte più esplosivo del propano e dunque anche una minima scintilla elettrica è sufficiente per innescare una pericolosa esplosione. Per rendere fruibile in sicurezza questa importante e virtualmente inesauribile risorsa energetica, devono essere sviluppati sensori accurati e sensibili in grado di rilevare ogni minima dispersione dell’idrogeno dall’aria.

Veneto Nanotech ha perciò intrapreso un progetto scientifico per lo sviluppo di sensori plasmonici per la rilevazione dell’idrogeno basati sull’interazione della luce su superfici nanostrutturate in cui proprietà ottiche come la trasmissività e l’assorbimento di queste superfici sono opportunamente ingegnerizzate agendo sulle dimensioni, forma e configurazione di nanostrutture metalliche. In questo modo la presenza dell’idrogeno è semplicemente rilevata misurando la variazione dell’intensità della luce trasmessa attraverso il sensore. Inoltre, cosa importante per le applicazioni pratiche è stato implementato un metodo fabbricativo economico per la produzione di un gran numero di questi sensori basato sulla combinazione di laser interference lithography per la produzione di un master ad elevata risoluzione spaziale e della tecnologia di nanoimprinting per la replica in massa delle nanostrutture su scala industriale.

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