La rilevanza dell’approccio metrologico nella qualificazione di processo e prodotto

La pubblicità, si sa, è l’anima del commercio; e da ogni parte, per la promozione di qualunque tipo di prodotto sentiamo parlare di qualità, performance superiore, innovazione, affidabilità, ecologia…attributi mirati alla qualificazione dell’offerta.

Ma la continua ripetizione e di qualità generiche ed identiche in vari settori industriali tende a portare un appiattimento e un’abitudine che non permette di scoprire e valutare le effettive differenze dei prodotti e dei processi presi in considerazione.

La comunicazione del valore delle soluzioni industriali per le superfici ed i materiali potrebbe godere di una valenza e di un’efficacia superiore se suffragata da un approccio metrologico, che evidenzi il vantaggio competitivo su base comparativa. Infatti ogni valutazione di ottimizzazione è basata su un raffronto differenziale, che fornisce informazione di quanto i valori siano migliorativi rispetto a quelli di riferimento.

L’attenzione sempre più spasmodica ai costi tende a semplificare le variabili prese in considerazione, e a identificare una  soluzione ad una coordinata unidimensionale, determinando un confronto parziale tra le numerose opzioni offerte dal mercato e dalla tecnologia. Il costo come criterio prevalente spesso non determina la scelta migliore o più economica, poiché la valorizzazione manca di sufficiente contestualizzazione e può verificarsi la situazione in cui costi intrinseci contenuti determinino costi aggiuntivi ed imprevisti lungo il ciclo di vita, tali da rendere la scelta non sostenibile.

Per questo motivo la qualificazione globale del carico ambientale con la valutazione analitica dei costi pesate sul rendimento funzionale lungo il ciclo di vita sia dei processi di trattamento e finitura che delle superfici funzionali stesse, è alla base della scelta di soluzioni efficaci ed efficienti.

La quantificazione dell’impronta ambientale si può ottenere con una analisi del tipo Life Cycle Assessmet  (LCA) e la misura di impatto economico con la tecnica del Life Cycle Costing (LCC). Queste possono essere sviluppate, a seconda del contesto, secondo diversi schemi di flusso: “dalla culla al prodotto finito” (“from cradle to gate”), dalla “culla alla tomba” (“from cradle to grave”) e dalla “culla alla culla” (“from cradle to cradle”), anche in relazione al “fine vita”: riciclo, riuso, scarto.

Questo approccio dovrebbe essere applicato sin dalle prime fasi di progettazione dei processi di trattamento e finitura e dall’ingegnerizzazione dei rivestimenti per operare nell’ambito dell’eco-design e secondo i criteri dell’eco-efficienza.

LCA ed LCC sono basati un approccio analitico e quantitativo, che, attraverso i dati di ingresso e di uscita del sistema lungo il ciclo di vita , permettono, rispettivamente, di determinare i parametri di impatto globale secondo la norma ISO 14040, connessi ai relativi indicatori, quale il riscaldamento globale, e di individuare i possibili  elementi di criticità relativi alla sostenibilità economica.

L’approccio scientifico di LCA e LCC permette di effettuare delle simulazioni di scenari possibili, effettuare delle analisi di sensibilità o comparative fondate sul concetto di unità funzionale, che rappresenta la misura comune con cui è possibile effettuare raffronti quantitativi.

I risultati derivati dalle analisi LCA e LCC possono essere utilizzati per diversi scopi, quali indicazioni per l’ottimizzazione nelle fasi di ricerca e sviluppo, fornire informazioni dettagliate ed attendibili su processi e prodotti esistenti supportando programmi per l’incremento di efficacia ed efficienza, supportare processi di certificazione ambientale (ISO 14000) e di prodotto (EPD) e offrire evidenze oggettive ed efficacia alla promozione commerciale.

Le scelte consapevoli e di successo si basano su informazioni attendibili, essenziali e sintetiche, che permettono di qualificare e comparare le diverse soluzioni. Un approccio più scientifico e la disponibilità di strumenti più efficaci per i decision maker sia per la gestione imprenditoriale che per le politiche di sviluppo del settore sarebbe di indubbio vantaggio per comunicare e valorizzare il made in Italy ed il made in Europe.

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