La competitività delle imprese europee e la capitalizzazione degli investimenti rtd

La competitività delle imprese europee è significativa nella compagine del mercato globale. Il tasso di sviluppo dell’eurozona non è sicuramente tra i più elevati ma ciò che sostiene alcuni settori industriali è la qualità dei prodotti,  l’efficienza dei processi produttivi e la loro affidabilità, che garantiscono ancora un rapporto qualità-prezzo appetibile.

Chiaramente se la competitività si limita ad una battaglia sfrenata al ribasso dei prezzi non avremo possibilità di primeggiare, almeno nel breve periodo: il costo della manodopera e delle materie prime nel Far East è ancora troppo basso, diciamo ‘ancora’ poiché, come commentato nel precedente editoriale, quando saranno inclusi i costi di impatto ambientale e sulla salute la competizione tra est e ovest sarà meno squilibrata. Quando  appunto.

Nel breve periodo possiamo operare sul piano della competitività qualitativa. In effetti l’Europa investe somme molto rilevanti per la ricerca e lo sviluppo tecnologico (Research and Technological Development-RTD). Tuttavia i dati dell’UE riportano che finora solo una piccolissima parte degli investimenti comunitari in progetti di RTD hanno portato a processi e prodotti di successo industriale e commerciale a supporto di un sistema competitivo basato su qualità ed innovazione.

E’ noto che la ricerca, anche quella applicata, è un’attività ad alto rischio ma la sproporzione tra lo sforzo ed il risultato rappresenta una criticità. Escludendo il caso di progetti con basso potenziale di successo, comunque finanziati (purtroppo, l’eventualità non è così remota…), la motivazione del mancato attraversamento della ‘Death Valley’, che separa la sponda della RTD da quella industriale, potrebbe essere duplice: da un lato l’attività di ricerca approda ad un risultato accademico di alto livello ma con poca rilevanza applicativa, dall’altro i risultati di ricerca, che evidenziano un elevato potenziale di sfruttamento commerciale, non sono supportati nell’ultima fase di ingegnerizzazione e scale up industriale entro i confini nazionali o europei. Talvolta, purtroppo, accade che a beneficiare dei nostri sforzi di ricerca siano proprio realtà di Paesi extraeuropei con maggiore disponibilità di capitale di rischio (e forse con maggiore propensione al rischio…). Questo ci danneggia: dunque, non solo la fuga dei cervelli ma anche delle idee fatte soluzione!

Il sistema deve diventare più efficiente, coordinato e difensivo del valore creato nel Vecchio Continente,  con la ricerca guidata dalle nostre aziende, che si assumono, almeno in parte, il rischio di impresa e beneficiano dei risultati di successo.

 

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