Grafene e Acqua, odio e amore.

NanotecnologiaItalia-graphene-271x300Il Grafene continua a stupire rivelando nuove sorprendenti proprietà: ultima tra queste è il rapporto di Amore e Odio che il nanomateriale delle meraviglie intrattiene con l’acqua. Il grafene è difatti normalmente idrofobico, repelle l’acqua, ma studiosi dell’Università di Manchester hanno scoperto come sottili capillari di grafene siano in grado di assorbire acqua con estrema… voracità, se lo strato di acqua consiste di un solo atomo di spessore, ovvero lo stesso spessore atomico del grafene.

Capillari di grafene sono alla portata della produzione industriale a costi contenuti, tramite un processo di accumulo di strati di ossido di grafene, ottenendo una struttura multistrato simile alla madreperla e meccanicamente resistente. Gli studiosi dell’ateneo scoprirono due anni addietro che membrane costituite in siffatta maniera sono impermeabili a ogni tipo di gas e vapori, eccezion fatta per il vapore acqueo, il che significava che anche l’elio, il gas più ostico da bloccare, non era in grado di attraversare tali membrane, mentre il vapore acqueo passava senza difficoltà. Lo stesso team, diretto dal dr Rahul Nair e dal prof. Andre Geim, ha oggi dimostrato l’efficacia di tali membrane come filtri nanotech per l’acqua allo stato liquido.

Immerse in acqua, le membrane in grafene si rigonfiano velocemente, restando però capaci di filtrare con estrema velocità sali, ioni e molecole della grandezza superiore a 9 Angstrom, un miliardesimo di metro, effettuando una separazione estremamente precisa e ultra rapida: effetto definito dagli scienziati come un effetto aspirapolvere molto potente ed efficiente.

Tale nuova caratteristica potrebbe avere importanti applicazioni nella produzione di super filtri nanotech per l’acqua, e nello sviluppo di tecnologie per la desalinizzazione. L’intento sarà ora quello di ottimizzare ancora di più la rete delle membrane di capillari di grafene, per ridurre ulteriormente la dimensione delle particelle che possono essere filtrate, finanche ai più piccoli sali contenuti nell’acqua di mare: ottenere in pochi minuti un bicchiere di acqua potabile da acqua di mare potrebbe diventare possibile in un nemmeno tanto lontano futuro nanotech.

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