Fiere, congressi, workshop, webinars: opportunità reali o déjà vu?

ll settore tecnico e scientifico è stato antesignano nel beneficiare e promuovere la condivisione delle informazioni a livello internazionale, si pensi ai congressi scientifici «Solvay» ai quali parteciparono i più insigni scienziati dell’epoca, Einstein fra i più giovani nella prima edizione del 1911. Anche la tecnologia, in anticipo, ha sperimentato i suoi agorà: l’esposizione Universale di Parigi del 1889, famosa ma non la prima della serie, iniziata nel 1851 a Londra e che attraverso numerose edizioni ci riporterà nel 2015 a Milano. Per la specie Homo sapiens sapiens e, più recentemente, per l’homo technologicus non è nuova la pratica dell’incontrarsi e confrontarsi su tematiche a diversi gradi di specializzazione per svariati scopi. Nella contemporaneità dell’era dell’informazione, tuttavia, si assiste ad un fenomeno peculiare: il numero, la frequenza e la varietà degli eventi congressuali e fieristici contemporanei non hanno precedenti. Non basta. Le opportunità di incontri specialistici si dilatano oltre i confini del tempo e dello spazio per approdare nel cyberspazio: social network, gruppi di interesse, webinar… Ma in questo proliferare di opportunità di incontro, in presenza o virtuale, in queste tempeste di bit quali e quanti contenuti rilevanti comunichiamo? Quali e quante informazioni utili riusciamo a trasmettere e ricevere per incrementare la nostra conoscenza, il nostro know how, per dare opportunità efficaci al nostro business? Considerando che la quantità di pubblicazioni scientifiche prodotte annualmente nel mondo è impressionante, milioni di paper per disciplina, non si rileva forse la riproposizione degli stessi temi? Nei numerosi eventi promozionali, incontri commerciali B2B non si rischia solo di parlare di business invece che fare business? Quando si partecipa a fiere in qualità di espositori o come semplici visitatori capita spesso di fare esperienza di contatti interessanti: l’evento fieristico genera uno stato di eccitazione e di aumentato interesse generale. Al rientro nella quotidianità degli impegni aziendali, tuttavia, accade spesso di non sfruttare appieno le opportunità. I contatti mediati dalla telematica possono dimostrarsi ancora più critici per la coerenza tra le dichiarazioni, le aspettative ed il concretizzarsi degli eventi attesi, spesso per l’impossibilità di percepire attraverso espressioni, atteggiamenti e gestualità mutuate da canali di comunicazione carenti, infatti non esiste «banda più larga» di quella utilizzata dall’interazione in presenza. Non possiamo certo fare a meno di osservare, comunicare, condividere problematiche e soluzioni, informarci ed aggiornarci. Formulare una legge universale per quantificare la valenza delle opportunità di incontro e massimizzarne l’efficacia è oggi quanto mai complesso. Il criterio generale è quello di filtrare gli aspetti evanescenti e fondare i flussi di informazioni su contenuti sostanziali. Infatti, disponendo di soluzioni tecnico-scientifiche di qualità e avvalendoci di elevata conoscenza specialistica, possiamo scambiare contenuti autentici con valore industrialmente capitalizzabile; saremo anche in grado di riconoscere ed apprezzare la qualità offerta dai nostri interlocutori. Concretezza dei contenuti e misurabilità del valore prima di tutto. Con queste premesse, fiere, congressi, workshop, telemeeting… saranno un vero investimento per incrementare il nostro sapere, la conoscenza del mercato, aumentando la probabilità di consolidare rapporti professionali e commerciali profittevoli.

Dunque arrivederci a: Parma – Trattamenti e Finiture, Bologna – Lamiera, Torino- World Tribology Congress, Piacenza –XXIV Convegno Nazionale Trattamenti Termici, …, auspicando scambi di autentico valore ed opportunità di successo per il vostro business!

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