Ecometal: sviluppo e obiettivi a 20 anni dalla fondazione

Che ECOMETAL sia un piccolo ma vivace e attivo Consorzio lo dimostrano il numero di consorziati che ogni anno intervengono all ’Assemblea e le relazioni di attività presentate in Assemblea dal Consiglio Direttivo.

ecometalECOMETAL è un consorzio senza fini di lucro, promosso da ASSOGALVANICA, e che fu fondato il 21 febbraio 1994 da un gruppo di 7 giovani imprenditori determinati ad affrontare insieme i problemi del trattamento degli scarichi e dei rifiuti dell’attività galvanica. Sono passati esattamente 20 anni da allora e oggi ECOMETAL raccoglie 52 consorziati. Di questi, 38 sono aziende galvaniche, 11 sono fornitori di prodotti, attrezzature e servizi per l’attività galvanica, 2 sono associazioni di settore e c’è anche 1 cliente cioè un’azienda che utilizza i trattamenti galvanici per i propri articoli. Ci piace sottolineare questo caso perché testimonia che esistono imprenditori attenti alla qualità di tutta la loro filiera produttiva. L’attività di ECOMETAL si è andata estendendo nel tempo e, dal 2004, gli obiettivi sono diventati più ambiziosi: 1) ricerca e sviluppo di nuove tecnologie, 2) promozione delle produzioni specifiche dell’industria galvanica, 3) difesa degli interessi del settore presso gli organismi tecnici e politici istituzionali competenti.

E proprio su questi tre obiettivi si sono focalizzate le relazioni presentate all’annuale Assemblea di ECOMETAL che quest’anno si è riunita il 21 febbraio presso la nuova sede operativa di UNINDUSTRIA Treviso (di cui ECOMETAL fa parte). Un pubblico attento, in rappresentanza di 36 delle aziende consorziate, ha apprezzato il resoconto dell’attività svolta e ha approvato le linee di sviluppo dell’attività futura.

Obiettivo 1

Ha suscitato particolare interesse la presentazione della nuova tecnologia di trattamento delle acque TOXSORB. La tecnologia si basa sulla filtrazione a bassa pressione delle acque inquinate sfruttando le proprietà di un supporto innovativo, coperto da brevetto, denominato MAC (Modified Activated Carbon). Il MAC è sostanzialmente un carbone attivo modificato in modo permanente e reso capace di trattenere in maniera altamente selettiva una grande varietà di inquinanti tra i quali: arsenico, cromo VI, argento, fosforo, rame, nichel. Numerose le domande alle quali hanno risposto in modo sempre esauriente Pier Antonio Ceresini e Yotam Gonen rispettivamente area sales manager e R&D manager di Toxsorb Ltd. L’Assemblea ha approvato senza esitazione la proposta avanzata dal Consiglio Direttivo di far partecipare ECOMETAL al progetto “European Safety Standardization for plating equipment” promosso dall’European Standardization Organization (CEN) nell’ambito del Technical Committee CEN/ TC271. Il progetto si ripropone di stabilire degli standard europei di sicurezza delle attrezzature galvaniche.

Obiettivo 2

ECOMETAL ha sviluppato negli anni tre marchi di promozione e tutela dei trattamenti galvanici e dal 2013 li ha messi a disposizione gratuita dei consorziati con l’intento dichiarato di favorirne la diffusione. Plated in Italy® è il marchio che tutela l’italianità dei trattamenti galvanici realizzati da chi lo espone; trattamenti che sono effettuati nel rispetto delle norme ambientali e per la sicurezza più restrittive dell’Unione Europea. Hygienic Surface® è il marchio che attesta la igienicità – cioè la resistenza all’attecchimento e allo sviluppo di colonie batteriche – dei trattamenti galvanici.

Obiettivo 3

Notevole l’attività svolta sul fronte della dissennata implementazione del Regolamento REACH da parte dell’ECHA (Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche) e che vede ECOMETAL particolarmente impegnata a difesa dell’uso del triossido di cromo. Tre sono le iniziative portare avanti o intraprese nel 2013. – Partecipazione, tramite la consorziata Polar Chimica Srl, al CTAC, ovvero Consorzio per l’autorizzazione REACH all’uso del triossido di cromo, che ha sede a Bruxelles e riunisce 154 aziende europee a vario titolo interessate a continuare ad utilizzare il triossido di cromo. L’accordo consortile del CTAC vincola e garantisce i consorziati che si impegnano a fornire tutti i dati e le informazioni indispensabili (ai consulenti scelti dal CTAC stesso) per preparare i documenti che devono essere allegati alle richieste di autorizzazione.

Il CTAC ha individuato 5 utilizzi del triossido di cromo (tra i quali formulazione di preparati, cromatura funzionale e cromatura decorativa) e per ciascuno di essi è impegnato a realizzare – la relazione sulla sicurezza chimica (CSR) – l’analisi delle alternative (AoA) – l’analisi socio-economica (SEA) I lavori stanno procedendo come da programma e la conclusione è prevista entro il mese di agosto 2014.

– Partecipazione al ricorso davanti alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea contro il Regolamento 348/2013/CE che prevede che – a partire dal 21 settembre 2017 – il triossido di cromo possa essere utilizzato solo previa autorizzazione. Il ricorso è stato promosso dal consorzio tedesco VECCO e.V. e sottoscritto da altre 185 aziende (30 delle quali sono italiane). Il ricorso mira a ottenere l’annullamento del regolamento ed è sostenuto anche da 30 interventori, tra aziende e associazioni di categoria europee (tra le quali ASSOGALVANICA ed ECOMETAL).

– Azione di contrasto legale dell’interpretazione arbitraria e restrittiva che l’ECHA dà della definizione di sostanza intermedia. L’art. 3(15) del Regolamento REACH definisce: “sostanza intermedia: una sostanza fabbricata, consumata o utilizzata per essere trasformata, mediante un processo chimico, in un’altra sostanza”. In base a questa definizione, il triossido di cromo è una sostanza intermedia e, come tale, non soggetta ad autorizzazione REACH. L’ECHA sostiene invece che una sostanza utilizzata per un processo chimico il cui scopo principale non è quello di produrre un’altra sostanza, ma ottenere un’altra funzione, proprietà specifica o una reazione chimica come parte integrante di una produzione di articoli (semilavorati o finiti) non è considerata intermedia in ambito REACH e pertanto deve essere autorizzata. L’azione intrapresa mira a ottenere il riconoscimento che il triossido di cromo è effettivamente una sostanza intermedia.

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