Direttiva “Seveso” e concorrenza

Il Decreto Legislativo 17 agosto 1999, n. 334 definisce (art. 3, comma 1, lettera f): “incid ente rilevante”, un evento quale un’emissione, un incendi o o un’esplosione di grande entità, dovuto a sviluppi incontrollati che si verificano durante l’attività di uno stabilimento di cui all’articolo 2, comma 1, e che di a luogo ad un pericolo grave, immedi ato o di fferito, per la salute umana o per l’ambiente, all’interno o all’esterno dello stabilimento, e in cui intervengano una o più sostanze pericolose.

galvanicaGli incidenti rilevanti devono essere notificati dagli Strati membri alla Commissione Europea e l’Allegato VI dello stesso DLgs 334/1999 stabilisce i criteri per la notifica. La Commissione Europea pubblica poi le schede descrittive degli incidenti rilevanti notificati nell’archivio del MARS, cioè del Major Accident Reporting System (https://emars.jrc. ec.europa.eu/?id=4 ). Nel MARS sono registrati solo 7 casi di incidente rilevante che hanno coinvolto l’industria del trattamento dei metalli mediante processi elettrolitici o chimici, e tutti occorsi dal 2007 al 2009 e nessuno in Italia. Sembra quindi che, almeno dopo l’entrata in vigore del DLgs 334/1999, in Italia non ci siano stati incidenti rilevanti – causati da aziende galvaniche – tali da dover essere notificati alla Commissione. Quanto ai casi di incidente che a volte capita purtroppo di leggere nelle cronache dei nostri quotidiani locali una cosa sembra certa, quando sono incidenti non sono rilevanti e quando sono rilevanti non sono incidenti ma eventi frutto di comportamenti criminali da parte di individui senza scrupoli o gravemente e volutamente ignoranti in materia di rischio e sicurezza. Questi dati non sorprendono perché le aziende galvaniche sono piccole imprese che rientrano nel campo di applicazione del DLgs 334/1999 solo perché detengono sostanze pericolose. Nonostante questo le aziende galvaniche sono soggette agli stessi adempimenti dei grandi stabilimenti industriali chimici, petrolchimici e siderurgici che sono realmente a rischio di incidente rilevante. Per le aziende galvaniche che si sono correttamente notificate, l’applicazione del DLgs 334/1999 ha comportato e comporta oneri economici e amministrativi pesantissimi, che incidono gravemente sulla gestione aziendale fino a compromettere la sopravvivenza dell’azienda stessa. Inoltre, le aziende notificate sono oggetto di controlli giustamente scrupolosi ma che, purtroppo, spesso si concludono con pesanti sanzioni anche a fronte di piccoli inadempimenti amministrativi che nulla hanno a che vedere con la prevenzione del rischio. Già abbiamo segnalato in queste pagine (TRF n 6 del dicembre 2013) che le diverse condizioni imposte dalle competenti autorità provinciali o regionali al momento di rilascio o rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) introducono nel settore dei trattamenti galvanici un fattore di grave distorsione della concorrenza e ne abbiamo spiegato il perché riferendo anche un esempio concreto. Tocca ora rilevare che le stesse autorità provinciali o regionali stanno introducendo – forse inconsapevolmente – un nuovo fattore di distorsione della concorrenza nel mercato delle lavorazioni galvaniche. Non tutte le autorità infatti sono ugualmente solerti. Alcune amministrazioni – come quelle della Regione Emilia Romagna – sulla base delle informazioni e dei dati tecnici contenuti nelle AIA (cioè in base alle quantità di sostanze pericolose verosimilmente detenute dalle aziende) verificano diligentemente se le aziende sono o potrebbero essere soggette al DLgs 334/1999. Fatto l’elenco di queste aziende lo confrontano poi attentamente con l’Inventario Nazionale degli Stabilimenti a Rischio di Incidente Rilevante, aggiornato periodicamente e pubblicato nel sito del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Nel caso qualche azienda risultasse assoggettabile al DLgs 334/1999 ma non comparisse nell’Inventario Nazionale, lo segnalano scrupolosamente alle competenti autorità di controllo. Bene fa la Regione Emilia Romagna ad applicare una severa politica di controllo di tutte – TUTTE – le attività che comportano rischi per l’ambiente e per la popolazione e quindi cercare di scovare attraverso i controlli incrociati se ci sono aziende soggette al DLgs 334/1999 che non si sono notificate.Il problema per la concorrenza nasce quando le altre regioni applicano una politica di tolleranza o non sono altrettanto solerti. Certo, la distorsione della concorrenza non la creano le Regioni ma le aziende che non rispettano le leggi e però una politica tollerante – se non addirittura negligente – la favorisce. Queste aziende fuorilegge risparmiano sugli oneri che derivano dall’applicazione di tutte le misure che servono a tutelare l’ambiente, la sicurezza e la salute dei lavoratori e della popolazione e pertanto possono praticare prezzi più bassi delle altre e questo comporta due conseguenze: – mettono a rischio l’ambiente, la salute e la sicurezza dei lavoratori e dei cittadini, – sottraggono lavoro alle aziende “virtuose” (cioè quelle che rispettano le regole) e le mettono in crisi. Il rischio concreto è che le galvaniche sicure e rispettose dell’ambiente e delle leggi dell’Emilia Romagna debbano chiudere a vantaggio delle galvaniche insalubri e pericolose di altre regioni. E non è certo questo l’obiettivo delle direttive europee sulla prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento (IPPC) e sul controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose (SEVESO).

ASSOGALVANICA propone che sia riconosciuta ai galvanici titolari di AIA e soggetti al DLgs 334/1999 la possibilità
di scorporare dal prezzo della lavorazione, ed evidenziare in fattura come una voce autonoma, gli oneri per l’ambiente e la sicurezza.  Con questo provvedimento, a pagare gli oneri per l’ambiente e la sicurezza sono i clienti
che sono pertanto autorizzati a chiedere ed esigere che tutte le normative in materia siano applicate dai loro fornitori
di lavorazioni galvaniche. E i galvanici non avranno più scuse e anzi potranno trovare conveniente dotarsi di Autorizzazione Integrata Ambientale e notificarsi per il rischio di incidente rilevante.

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